Giovane Europa

Fondata sul lavoro?

InDialoghi pisani sulla riforma del mercato del lavoro su 18 febbraio 2012 a 23:09

Il lavoro nel primo scorcio del XXI secolo si esprime in una straordinaria varietà e variabilità di condizioni materiali, storie personali e collettive, conflitti fondati su interessi diversi. Ma un tratto comune, sotto traccia, esiste. E’ la domanda di dignità del lavoro. E’ la volontà di affermare il lavoro come fonte di dignità della persona e pilastro della Costituzione. E’ la disponibilità a convergere su un progetto di cambiamento progressivo per l’Italia.

Sulle proposte del Governo e sul programma del Partito Democratico si confronteranno lunedì 27 febbraio alle ore 15 presso la Scuola Superiore Sant’Anna: Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro del PD; Adalberto Perulli, docente di Diritto del lavoro all’Università di Venezia; Giuseppe Provenzano, ricercatore dello Svimez.

Il dibattito sarà trasmesso in diretta qui.

Il quarto incontro dei “Dialoghi pisani” avrà luogo venerdì 9 marzo alle ore 15. Cesare Damiano, Paolo Barbieri e Paolo Guerrieri discuteranno di modelli di “flexsecurity”, e delle diverse strategie per reagire alla competizione internazionale bilanciano flessibilità e sicurezza sociale.

Scarica qui il programma completo.

Il sindacato nella post-democrazia

InDialoghi pisani sulla riforma del mercato del lavoro su 6 febbraio 2012 a 17:58

1984-2012. Ripercorrere trent’anni di relazioni industriali e le tappe fondamentali della storia del lavoro e della società italiana. Dal decreto di San Valentino del 1984 alla legge Biagi del 2003, dal protocollo Ciampi del 1993 alla riforme delle pensioni degli anni 2000. E intanto la crisi dei sindacati confederali e la nascita dei COBAS, la lotta all’inflazione e i trattati europei, il crollo della “prima” Repubblica e la fase di transizione ancora in corso, il ruolo economico del sindacato in una fase di recessione, il futuro della concertazione come metodo decisionale.

Di questo discuteranno venerdì 10 febbraio alle ore 11 presso la Scuola Superiore Sant’Anna: Sergio Cofferati, deputato al Parlamento europeo (S&D); Carlo Dell’Aringa, docente di Economia politica (Università Cattolica di Milano); Sandro Rogari, docente di Storia contemporanea (Università di Firenze).

Il dibattito sarà trasmesso in diretta qui.

Il terzo incontro dei “Dialoghi pisani” avrà luogo lunedì 27 febbraio alle ore 15. Stefano Fassina, Adalberto Perulli e Giuseppe Provenzano discuteranno delle proposte del Governo e del programma del Partito democratico in materia di riforma del mercato del lavoro.

Scarica qui il programma completo.

Di governi tecnici, bimbi discoli e governanti spagnole

InUncategorized su 30 gennaio 2012 a 12:17

“La finanza è una pistola; la politica è sapere quando devi premere il grilletto” spiega Licio Lucchesi – Giulio Andreotti ne Il padrino – parte 3. Non c’è dubbio che i politici italiani  si siano mostrati negli ultimi anni più interessati ai fantomatici fucili del Nord che non alle fumanti pistole della finanza. Prima hanno tergiversato, con i loro “segnali di crescita”, il peggio è passato, consumare prego. Poi, credendo di impressionare i mercati col solo rumore, si son messi a sparare a salve. Una, due, tre volte. Alla fine, si sono puntati la pistola alla tempia e hanno scaricato il caricatore.
Ecco allora, messianico, catartico, palingenetico, l’arrivo del governo tecnico ex machina Napolitani. Che prima dichiara di voler solo lavorare e di non voler rilasciare dichiarazioni, e poi sornione s’accomoda nei soliti salotti, si sparapanza sulle ben note poltrone e comincia a dichiarare, ad esporre, ad asserire, a “spander di parole alto profluvio”. Ma il fatto che a parlare sia un Professore, e che dunque parli ex cathedra, crea in chi lo ascolta una strana sensazione di subalternità. A prestare orecchio al dibattito pubblico italiano,
pare che lo stato di minorità dell’Italia sullo scenario politico-economico europeo si sia tradotto in uno stato di minore-età della nostra società: prima ci hanno bocciato, de-classato. Poi ci hanno detto di fare i compiti a casa, hanno minacciato di sospenderci e infine  ci hanno mandato dal Professore di recupero. Alla recessione economica si è accompagnata, dunque, la regressione civile della società italiana.
È possibile che sia tutta colpa del governo tecnico, con la sua aurea professorale, i suoi occhiali spessi, la sua auctoritas paternalistica? Basta pensarci un attimo, e repentina qualche immagine riaffiora alla memoria.
Tremonti che illustra lo svolgersi della crisi come fosse un videogioco. Calderoli con giubbotto di pelle, lanciafiamme e posa alla Schwarzenegger. Bossi che spernacchia, La Russa che scalcia, La Russa che chiede i suggerimenti (“Luca Scienco, chi è questo?”).
E poi vabbè, l’infinito repertorio di corna, cucù, barzellette su Pierino e pisolini a scuola del bambino più discolo di tutti. Signori cari, ammettiamolo: bambini lo eravamo già. Forse quello del governo tecnico è in effetti un merito: ora sembra quasi ci trattino come ragazzi. Ragazzi un po’ svogliati, di quelli che a scuola vanno così così, di quelli che “Signora, se solo si impegnasse un pochino di più!”.
Forse è merito del governo tecnico se la bacchetta agitata da Berlino non sembra più quella della  Signorina Rottenmeier,e se la notte non andiamo a dormire con la paura che lo Speculatore Nero ci attenda acquattato sotto il letto.

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